Legno, alluminio, plastica riciclata, bambù, rattan, lino & Co.

Si inizia, come sempre, a piccoli passi e con qualche buona abitudine. Dalla bottiglia di alluminio da portare in ufficio per bere l’acqua, alla busta di tela per lo shopping, dall’abbigliamento in fibre naturali a quello sportivo in fibre riciclate, al limitare ogni forma di spreco del cibo e dell’acqua. E con qualche conoscenza in più, possiamo fare in modo che anche la nostra casa possa contribuire alla salute del pianeta. L’installazione dei pannelli solari ci permetterà di auto-produrre energia, una coibentazione ben fatta ci aiuterà a non disperdere calore in inverno e a mantenere il fresco in estate. Scegliere di puntare sul filtro per depurare l’acqua del rubinetto ci eviterà di ricorrere alle bottiglie di plastica. Per la scelta degli elettrodomestici, quelli in classe energetica superiore produrranno risparmio in bolletta e consumeranno meno risorse non rinnovabili.

Nell’ottica di una vita green non possono mancare i mobili ed i complementi d’arredo a bassissimo impatto ambientale. Quello del design sostenibile è un settore in piena evoluzione, ricco di proposte esteticamente convincenti, spesso molto innovative, e che viaggiano su binari ben precisi: riduzione degli sprechi, controllo dei consumi energetici e delle emissioni, riciclo creativo e riuso. Possiamo arredare con bambù, rattan e con tessuti come lino e cotone al 100%. Ma anche puntare su brand che fanno del riciclo e dell’attenzione alla filiera il loro punto di forza. E, per gli arredi, privilegiare materiali che siano, al tempo stesso, belli, utili e sostenibili.

Un materiale si definisce ecosostenibile quando l’impatto sull’ambiente è ridotto al minimo, per tutte le varie fasi del suo ciclo vitale ossia la produzione, l’imballaggio, il trasporto, l’utilizzo, lo smaltimento e il possibile riciclo. Molti di questi materiali sono di origine naturale e possono essere trattati con prodotti atossici e cere naturali. Da privilegiare sono materiali non soltanto riciclati, biodegradabili e a loro volta riutilizzabili, ma anche durevoli e di qualità.

Vediamone alcuni

Un materiale si definisce ecosostenibile quando l’impatto sull’ambiente è ridotto al minimo, per tutte le varie fasi del suo ciclo vitale ossia la produzione, l’imballaggio, il trasporto, l’utilizzo, lo smaltimento e il possibile riciclo.

— Se.Pa. Arredamenti

Legno

Naturale, riciclabile, resistente e proveniente da una fonte rinnovabile, il legno è il materiale più usato e il più versatile. Grazie alla sua bassa dispersione del calore contribuisce ad isolare bene la casa e viene impiegato in edilizia per le sue numerose qualità. Affinché il legno impiegato sia davvero sostenibile è importante verificarne la provenienza, assicurandosi che provenga da foreste certificate FSC o PEFC, e che non sia stato verniciato con soluzioni tossiche. Da privilegiare le tinte ad acqua, con pochi solventi e basse percentuali di VOC (composti organici volatici, dannosi alla salute).

Bambù

Appartenente alla famiglia delle graminacee, il Bambù è un’erba e non un’essenza legnosa e proprio grazie a questa sua caratteristica ha un impatto più leggero sull’ambiente. Chiamato anche “acciaio vegetale”, è un materiale versatile come il legno ma più resistente in trazione e compressione, capace di coniugare la durezza alla leggerezza. Cresce velocemente ed evita la deforestazione (il tempo medio di ricrescita è di circa 5 anni) e la sua duttilità e la conformazione cava lo rendono facile da lavorare.
Viene impiegato per la realizzazione di pavimenti, tapparelle, materiali da esterno, arredi e pareti divisorie.

Sughero

Ricavato dalla corteccia della quercia da sughero o sughera, diffusa nelle aree mediterranee e nelle foreste dell’Africa, il sughero si riforma circa ogni nove anni ed è considerato un materiale ecologico anche per la sua modalità di estrazione poco impattante. Viene impiegato in pannelli per pareti e sottotetti, ma anche per mobili e accessori. È riciclabile, elastico, impermeabile e ignifugo e viene ottenuto con processi di lavorazione più semplici rispetto a quelli usati per produrre materiali sintetici come la plastica.

Fibra di cocco

Trattata con i Sali di boro, la corteccia del cocco diventa una fibra resistente impiegata per tappeti, rotoli e feltri, isolante e in grado di assorbire i rumori.

Lana di pecora

Proveniente dalla lana tosata delle pecore, insieme a saponi e sali minerali diventa una fibra in grado di resistere al freddo ed evitare condense e umidità, inoltre è elastica, traspirante e idrorepellente. Da usare in rivestimenti, imbottiture, tappeti, tessuti di arredo per la casa

Juta

È considerata una valida alternativa ai tessuti contenenti poliuretano. Composta da sostanze biodegradabili, quali la cellulosa e la lignina, una materia prima eco friendly, e si trova in grandi quantità e a basso costo. La fibra di juta è considerata eco sostenibile perché richiede meno terreno per produrre la stessa quantità di altre fibre vegetali, come il cotone, e la sua coltivazione richiede meno fertilizzanti, erbicidi e pesticidi. Inoltre, dopo la raccolta, i suoi resti rendono più fertile il terreno.

Alluminio

In natura l’alluminio viene estratto dalla bauxite (minerale comune che costituisce circa l’8% della crosta terrestre) ed è apprezzato per la sua versatilità. Può essere riciclato all’infinito senza perdere le sue caratteristiche di leggerezza, duttilità, resistenza e lucentezza. Resistente alla corrosione, questo metallo non si ossida e non si rovina facilmente, ma – essendo un eccellente conduttore – ha scarsa capacità isolante.

Plastica (riciclata)

Anche la plastica può ambire a un ruolo nell’ambito dell’eco design. Per innescare un meccanismo virtuoso è necessario rafforzare la cultura del riciclo, riducendone la produzione ex novo e incrementandone il riutilizzo. Molti, in edilizia e nell’interior design, i mobili e componenti d’arredo realizzati in plastica riciclata.

Linoleum

È composto da materie prime di origine naturale, alla cui base c’è l’ossidazione dell’olio di lino, ricavato dalla pressatura dei semi della pianta di lino. La continua ossidazione dell’olio di lino per tutto il suo ciclo di vita è alla base di una caratteristica preziosa del linoleum: la capacità battericida e le buone proprietà igieniche che inibiscono la crescita dello Staphilococcus Aureus. Non contiene additivi chimici, è esente da emissioni nocive, nemico degli allergeni, è poco infiammabile, facilmente pulibile, resistente e ha un costo relativamente contenuto. Facile da pulire e mantenere, ha una durata di oltre vent’anni ed è molto maneggevole